Se spalanchi la finestra in una sera di gennaio, rispetto ad agosto sembra quasi di affacciarsi su un altro posto: niente passaggi frenetici vicino ai cassonetti, nessun insetto che sbuca all’improvviso dai tombini. Da qui nasce un po’ quella sensazione che le blatte “spariscano” in certi periodi dell’anno. In realtà, non esiste un mese magico in cui svaniscono davvero: cambiano semplicemente modo di muoversi in base a temperatura, umidità e ai rifugi che riescono a trovare.
Quando sembrano sparire davvero
Fuori casa, in buona parte d’Italia, il periodo in cui si notano meno è più o meno tra dicembre e febbraio. Soprattutto al Nord il freddo taglia parecchio l’attività visibile: le blatte si muovono pochissimo, cercano rifugi più stabili e possono entrare in diapausa, cioè una fase in cui il metabolismo resta al minimo e permette loro di superare i periodi sfavorevoli.
Qui il punto davvero importante è un altro: sono insetti eterotermi, e proprio per questo si muovono e fanno qualcosa solo quando la temperatura intorno a loro glielo consente davvero.
Insomma, la questione è questa:
- sopra i 20°C cominciano davvero a darsi da fare: si svegliano, girano ovunque e si riproducono a una velocità che sembra raddoppiare
- sotto i 15°C il ritmo crolla di botto, si fanno lente, svogliate, reagiscono appena
- intorno ai 10°C si muovono il minimo sindacale e tendono a restarsene rintanate
Ecco perché, nelle città più fredde, tra fine novembre e dicembre all’aperto sembra quasi sparite del tutto. Quasi, sì.
Nord, Centro e Sud: il calendario non è proprio identico
Il ritmo delle stagioni, da una zona all’altra, alla fine cambia un po’, anche se a volte non sembra subito.
Al Nord Italia, da fuori, si comincia di solito a vedere un po’ di riduzione tra novembre e dicembre, e poi resta su livelli molto bassi più o meno fino a febbraio. Nel Centro il calo più evidente, di norma, si nota tra dicembre e gennaio. Al Sud e nelle zone di costa, dove l’inverno è più mite, l’attività tende sì a diminuire, ma spesso non si blocca del tutto.
E poi c’è la cosa che manda davvero in confusione: gli ambienti interni. In casa, nei locali tecnici, in cucina, in taverna o vicino agli scarichi, le blatte possono continuare a girare tranquille anche in pieno inverno. Se trovano calore, acqua e un po’ di cibo, non seguono più il ritmo delle stagioni fuori, ma quello del piccolo microclima che si forma lì dentro, nell’edificio.
Chi fa questo lavoro lo nota puntuale, ogni anno: arrivano le prime piogge d’autunno e, quasi subito, il telefono comincia a squillare più spesso, perché molti esemplari cercano un riparo e si muovono verso zone un po’ più al sicuro.
Le specie più comuni e come si distinguono tra loro
Le blatte non sono tutte uguali: ogni specie ha il suo modo di fare, e finisce per comportarsi anche in maniera abbastanza diversa dalle altre.
- Blattella germanica, piccola e chiara, è una delle specie che più facilmente si trovano negli ambienti interni e con il caldo chiude il ciclo vitale in tempi decisamente più brevi
- Periplaneta americana, più grande e tendente al rossiccio, è molto resistente e, in alcune situazioni particolarmente adatte, riesce a restare attiva praticamente tutto l’anno
- Blatta orientalis, scura, di solito si fa vedere in zone umide, cantine e lungo le reti fognarie
- Supella longipalpa tende a preferire ambienti interni più asciutti e caldi
Quando arriva il caldo estivo la riproduzione accelera parecchio. Le femmine producono ooteche, cioè capsule che contengono le uova, e le temperature elevate riducono i tempi di sviluppo. Così, il vero picco non compare d’inverno ma nei mesi caldi, quando la popolazione può crescere davvero in fretta.
Perché in autunno sembrano aumentare
Capita ogni anno e un po’ spiazza. Fuori l’aria rinfresca, eppure in casa, non si sa bene perché, sembra quasi che ne compaiano molte di più.
Succede perché, quando arriva l’autunno, cominciano a intrecciarsi un po’ di cose diverse:
- cercano un po’ più di riparo dal freddo
- fuori si trova sempre meno acqua e cibo in giro
- la pioggia finisce per sballare fogne, intercapedini e passaggi vari
- molte delle nuove generazioni nate in estate, nel frattempo, sono diventate adulte
Insomma, con il freddo non è che spariscano: spesso finiscono dentro casa.
Cosa fare adesso, senza aspettare l’inverno
Stare fermi ad aspettare che arrivi il freddo, da solo, serve a poco. Meglio cominciare a sistemare tutto quello che, di fatto, rende la casa invitante per loro.
Dai uno sguardo a questi punti:
- chiudi per bene le fessure vicino a tubi, battiscopa e scarichi, anche quelle che sembrano da niente
- togli briciole, segni di unto e acqua che ristagna
- prova a tenere sotto controllo l’umidità in cucina, in bagno e in lavanderia
- stai un po’ all’erta per eventuali puntini scuri, odori strani che non passano o insetti che si vedono in giro soprattutto di notte
Quando questi segnali cominciano a farsi notare più spesso, conviene muoversi senza trascinare troppo la cosa, magari già ai primi caldi o dopo i primi incontri: così diventa più semplice bloccare il loro ciclo riproduttivo prima che prenda davvero piede.
La verità, poi, è che la cosa è meno chiara di come la si racconta di solito: le blatte non è che spariscono davvero in un mese preciso. Tra dicembre e febbraio se ne vedono meno in giro all’aperto, soprattutto dove fa più freddo, ma dentro casa possono continuare a farsi vive praticamente sempre. Alla fine non conta così tanto il giorno segnato sul calendario, quanto la prevenzione di tutti i giorni.




