Apri lo sportello del forno, infila una teglia, e poi li vedi, quei numeri discreti che sembrano messi lì quasi per caso. Eppure, se hai mai notato quei numeri da 1 a 5 incisi all’interno, sappi che non sono decorazioni, né un dettaglio “da ingegneri”. Sono una specie di mappa segreta che, una volta capita, può davvero cambiare il tuo modo di cucinare.
Cosa indicano davvero quei numeri (spoiler: non sono le temperature)
I numeri che trovi lungo i lati interni del forno, di solito vicino alle guide dove scorrono griglia e leccarda, indicano i livelli di cottura, cioè l’altezza a cui posizionare la teglia.
- 1 è il livello più basso, vicino alla resistenza inferiore.
- 5 è il livello più alto, vicino alla resistenza superiore.
Il punto chiave è questo: non ti dicono “quanto caldo”, ti dicono “dove mettere” il cibo per sfruttare meglio una verità spesso ignorata, il calore nel forno non è sempre uniforme. Anche nei modelli migliori ci sono zone più aggressive e zone più gentili.
Dove si trovano e perché sono così utili
Di solito li noti:
- sulle pareti laterali interne, accanto alle scanalature,
- sulla cornice interna quando apri lo sportello,
- in corrispondenza delle guide per le teglie.
Questi riferimenti nascono proprio per evitare la classica scena: “fuori bruciato, dentro crudo” o, al contrario, “cotto ma pallido e triste”. Conoscere i livelli del forno ti aiuta a gestire la distanza dalle resistenze e quindi l’intensità con cui il calore colpisce sopra e sotto.
La guida pratica: quale livello scegliere in base a cosa cucini
Qui arriva la parte che fa la differenza, quella che puoi usare già stasera.
Livelli 1-2: quando serve spinta dal basso
Se stai cercando una base croccante, questi livelli sono i tuoi migliori amici. Il calore inferiore lavora più vicino al cibo, e si sente.
Ideali per:
- pizza (soprattutto se vuoi il fondo asciutto e croccante)
- pane e focacce
- crostate che devono cuocere bene sotto
- teglie “piene” che hanno bisogno di calore in profondità
Parola chiave: cottura dal basso.
Livello 3: il centro, cioè l’equilibrio
Il livello centrale è spesso quello più “universale”. È quello che scelgo quando voglio una cottura uniforme senza sorprese, perché bilancia calore sopra e sotto.
Perfetto per:
- torte
- crostata (quando non serve una spinta extra sotto)
- biscotti su una sola teglia
- lasagne e sformati in modalità statica o ventilata leggera
Se potessi scegliere un solo livello per la vita quotidiana, il 3 sarebbe il più sensato.
Livelli 4-5: per dorare, gratinare, finire in bellezza
Qui si gioca la parte “scenica” della cucina, quella crosticina che fa dire a tutti, anche prima dell’assaggio, “wow”.
Usali per:
- gratinatura finale di pasta al forno e verdure
- dorare patate, parmigiana, cavolfiore
- funzione grill (quando vuoi un effetto deciso)
Attenzione: l’alto perdona poco. Basta poco tempo in più per passare da “dorato” a “troppo”.
Un trucco semplice per non sbagliare mai
Quando sei indeciso, chiediti: cosa mi interessa di più?
- Croccante sotto → vai in basso (1-2)
- Cottura uniforme → resta al centro (3)
- Crosta sopra → sali (4-5)
E se una ricetta dice solo “inforna”, il livello 3 è spesso l’interpretazione più sicura.
Risparmi energia e migliori i risultati (senza alzare la temperatura)
La cosa sorprendente è che usare il livello giusto ti evita di compensare con la manopola. Quante volte alzi di 10 o 20 gradi perché “non cuoce”? Spesso non è la temperatura, è la posizione.
Con il livello corretto:
- riduci il rischio di cibi bruciati fuori e crudi dentro,
- ottieni doratura più naturale,
- eviti sprechi, perché non sei costretto a scaldare “di più” per ottenere lo stesso effetto.
In pratica, cucini meglio con meno fatica.
Numeri interni vs simboli sulle manopole: non confonderli
Un ultimo chiarimento che salva molte infornate: questi numeri non c’entrano con i simboli delle modalità.
I simboli (ventola, resistenze, grill) indicano come il forno genera e muove il calore, cioè la convezione e la distribuzione della temperatura. I numeri invece indicano dove posizionare fisicamente il cibo.
Sono due strumenti diversi, e insieme fanno la magia.
E se il tuo forno non li ha?
Non tutti i modelli li mostrano, soprattutto forni base o compatti. Ma anche senza numeri, le guide ci sono: puoi comunque ragionare a “piani”, basso, medio, alto.
Il consiglio più concreto: se hai il manuale, dai un’occhiata alle tabelle di cottura del tuo modello. Spesso confermano esattamente questi livelli, e ti danno anche indicazioni per ricette tipiche.
Alla fine è quasi divertente: quei numeri erano lì da sempre, e bastava notarli davvero. Ora, la prossima pizza o torta non sarà solo “cotta”, sarà cotta nel posto giusto.




