Avocado: come estrarre l’olio puro con semplici trucchi

Ti è mai capitato di guardare un avocado troppo maturo e pensare: “Ok, adesso cosa ci faccio”? Ecco, è proprio lì che succede la magia. Con un po’ di pazienza e qualche trucco semplice, puoi arrivare a ottenere olio puro di avocado in casa, non nel senso “da laboratorio”, ma un olio grezzo, profumato, sorprendentemente versatile, soprattutto se ami autoproduzioni e piccoli rituali domestici.

Cosa aspettarsi davvero (senza illusioni)

Prima di iniziare, chiarisco una cosa che ho imparato quasi subito: la resa è bassa. Servono parecchi frutti e non otterrai un “extravergine” come quello industriale, perché la spremitura professionale lavora con presse, decanter e spesso processi a freddo molto controllati.

Detto questo, con frutti giusti e un’estrazione delicata puoi ottenere un olio ottimo per:

  • cosmesi fai da te (impacchi capelli, pelle secca, massaggi)
  • cucina “a crudo” con buon senso (solo se hai lavorato pulito e filtrato bene)

Il segreto numero uno: maturazione, maturazione, maturazione

Il trucco più importante non è una tecnica, è scegliere gli avocado giusti. Devono essere molto maturi e morbidi, quasi burrosi al tatto. Se sono duri, lasciali maturare fino a 10 giorni a temperatura ambiente. Più sono maturi, più l’olio si separa con facilità.

E sì, qui la parola chiave è proprio avocado, perché la varietà e la maturazione cambiano davvero tutto.

Ingredienti

  • 12 avocado molto maturi e morbidi
  • (Opzionale) 1 garza alimentare o panno a trama fitta e pulitissimo
  • (Opzionale) 1 colino fine o filtro da caffè
  • 1 barattolo di vetro pulito e asciutto con tappo

Metodo

Metodo principale: calore dolce in pentola (semplice e affidabile)

  1. Prepara la polpa: lava i frutti, tagliali a metà, elimina nocciolo e buccia, poi raccogli la polpa con un cucchiaio.
  2. Frulla fino a crema: riduci tutto in una crema liscia (frullatore o schiacciapatate, l’importante è non lasciare pezzi grossi).
  3. Scalda lentamente: versa la crema in una pentola dal fondo spesso e metti a fuoco basso o medio basso. Mescola spesso. L’obiettivo è far evaporare l’acqua, non friggere.
  4. Aspetta la trasformazione: col tempo vedrai la polpa scurirsi, diventare più asciutta e “sgranata”. Quando l’olio comincia ad affiorare in superficie, sei sulla strada giusta.
  5. Spremi: trasferisci il composto caldo in una ciotola. Copri con garza o panno e strizza con forza (usa guanti, il calore inganna). Se hai un piccolo torchietto, ancora meglio. Raccogli l’olio in un contenitore di vetro.
  6. Decanta: lascia riposare una notte. I residui più fini scenderanno sul fondo. Travasa delicatamente la parte limpida.

Variante delicata: essiccazione in forno + spremitura

  1. Prepara la crema come sopra.
  2. Stendila sottile su una teglia con carta forno.
  3. Essicca in forno ventilato a 45-50°C, con sportello leggermente aperto, finché la pasta diventa scura e friabile.
  4. Strizza in un panno robusto per estrarre l’olio, poi fai decantare.

Tempi e temperature (per orientarti)

MetodoTemperaturaCosa osservareQuando fermarsi
Pentolafuoco basso o medio bassopolpa che scurisce e asciugaolio visibile e composto meno acquoso
Forno45-50°Cpasta che diventa friabileniente umidità residua evidente

Filtraggio, conservazione e piccoli accorgimenti

Per avere un olio più pulito:

  • filtra con colino fine o filtro da caffè
  • evita qualsiasi contatto con acqua dopo l’estrazione

Conserva in barattolo scuro o in vetro avvolto da carta, al fresco. L’olio casalingo tende a irrancidire più in fretta, quindi produci poco e usalo entro qualche settimana, annusandolo sempre prima.

Perché funziona (in parole semplici)

La polpa dell’avocado contiene acqua e grassi. Con calore dolce o essiccazione lenta, l’acqua se ne va e i grassi si liberano, poi la pressione del panno fa il resto. È un processo semplice, quasi “da cucina di una volta”, e proprio per questo dà soddisfazione: vedi l’olio nascere davanti a te, goccia dopo goccia.

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