C’è un momento, in cucina, che conosciamo tutti: apri il frigo, prendi una scatola di uova e ti fermi un secondo. Saranno ancora buone? La data stampata ti fa venire un dubbio, ma non vuoi sprecarle, e soprattutto non vuoi rischiare. La buona notizia è che esiste un gesto semplicissimo, quasi “magico”, che ti dà una risposta chiara senza rompere nulla.
La tecnica perfetta: il test del galleggiamento (senza stress)
Il metodo più affidabile e rapido è il test del galleggiamento in acqua. Funziona perché il guscio, anche se sembra compatto, è in realtà poroso: col tempo lascia passare aria e umidità. Risultato? Dentro l’uovo cresce la camera d’aria, e l’uovo diventa meno denso. In pratica, più è vecchio, più tende a salire.
Ecco come farlo in modo corretto.
Come si fa, passo dopo passo
- Riempi una ciotola o un bicchiere alto con acqua fredda.
- (Opzionale) Aggiungi sale per aumentare la precisione: circa 1 cucchiaino ogni 100 ml, oppure 120 g per litro se vuoi fare un test “serio”.
- Immergi l’uovo delicatamente e osserva cosa succede.
Interpretazione: cosa ti dice davvero l’acqua
- Affonda e resta sdraiato sul fondo: uovo fresco, ottimo anche per preparazioni delicate o a crudo (se scegli di farle). È il classico uovo che, una volta rotto, “sta su”, con un albume bello sostenuto.
- Affonda ma si mette in verticale, o resta a metà: uovo non freschissimo, ma spesso ancora utilizzabile. Qui il consiglio è semplice: usalo ben cotto, per esempio in frittate, torte salate o uova sode.
- Galleggia in superficie: qui non si discute, è un uovo da scartare. Il galleggiamento segnala una camera d’aria ormai ampia, indice di età avanzata e maggiore rischio.
Perché funziona (senza diventare una lezione noiosa)
Immagina il guscio come un cappotto con micro-pori. Con il passare dei giorni, una piccola parte di acqua interna evapora, entra aria, e la camera d’aria si espande. È un meccanismo legato alla densità e alla conservazione, un concetto molto vicino a quello di galleggiamento. In termini pratici, un uovo “giovane” pesa di più rispetto al volume e quindi affonda, uno “anziano” diventa più leggero e sale.
Due metodi alternativi, rapidissimi (senza rompere il guscio)
Se ti manca una ciotola, o vuoi una conferma extra, ci sono due prove veloci che puoi fare al volo.
Test dell’orecchio
Avvicina l’uovo all’orecchio e scuotilo piano:
- Nessun rumore: contenuto compatto, spesso segno di buona freschezza.
- Ticchettio o movimento “acquoso”: l’interno è più liquido, quindi uovo più vecchio, meglio cuocerlo bene.
Test della luce (candling casalingo)
Al buio, punta una torcia forte sul guscio:
- Camera d’aria piccola (circa sotto i 6 mm): uovo tendenzialmente fresco.
- Camera d’aria evidente e ampia: uovo più datato, da destinare a cotture complete.
La prova finale: se lo rompi, l’uovo “parla”
Quando rompi un uovo su un piatto, l’occhio capisce subito:
- Tuorlo alto, a cupola, e albume denso e viscoso: uovo molto fresco.
- Tuorlo più piatto e albume che si allarga subito: uovo meno fresco, meglio in preparazioni cotte.
Sicurezza: la regola che vale sempre
Anche con i test, tieni a mente due cose:
- Controlla sempre data di consumo raccomandata e condizioni di conservazione.
- Se senti odore sgradevole appena lo apri, non cercare compromessi: scarta.
Con il test dell’acqua, però, nella maggior parte dei casi ti togli quel dubbio in dieci secondi, e cucini molto più sereno.




