Ci sono oggetti in cucina che sembrano nati per una sola missione, poi un giorno li guardi e ti chiedi, e se facessi di più? A me è successo con la caffettiera: un pomeriggio qualunque, niente caffè in vista, eppure la voglia di sperimentare. Da lì ho scoperto che la caffettiera moka può diventare un piccolo laboratorio domestico, sorprendentemente affidabile, per bevande, brodi e persino idee decorative.
Perché funziona (anche senza caffè)
Il segreto è semplice: la moka scalda l’acqua nella caldaia e la spinge verso l’alto attraversando un filtro. Quello che metti nel filtro non deve per forza essere polvere di caffè, può essere qualunque ingrediente adatto a rilasciare aroma e sapore con un passaggio di acqua calda.
Due note pratiche, che fanno la differenza:
- usa una moka dedicata agli esperimenti, soprattutto se ami i sapori puliti
- evita ingredienti troppo grassi o densi che potrebbero sporcare valvola e filtro
Bevande alternative che escono “già pronte”
La prima volta che ho provato un infuso in moka mi ha colpito la comodità: non devi controllare tempi di infusione o filtrare dopo, fa tutto lei.
Tisane, tè e infusi
Puoi scegliere uno di questi due metodi:
- Metti nel filtro 1 o 2 cucchiaini di erbe secche sfuse (senza pressare).
- Appoggia una bustina di tè nel filtro, senza schiacciarla.
Riempi la base d’acqua come fai di solito, poi accendi a fiamma bassa. Il risultato è un infuso caldo e profumato, spesso più intenso rispetto alla classica tazza.
Caffè d’orzo (non solubile)
Qui è quasi “imbrogliare” perché la procedura è identica al caffè:
- usa orzo macinato (non quello istantaneo)
- riempi il filtro senza pressare
- estrai a fuoco medio basso
Il gusto è morbido, tostato, perfetto se vuoi una pausa senza caffeina.
Vin brulé in versione domestica
Sì, puoi farlo davvero, e l’effetto “wow” arriva già al primo profumo. Riempi la caldaia con vino rosso, senza superare il bordo, inserisci filtro e aggiungi:
- cannella
- chiodi di garofano
- scorza di agrumi (solo la parte esterna)
Scalda a fiamma bassa e tieni d’occhio l’estrazione: otterrai un vino speziato caldo, ideale nelle sere fredde.
Brodi e “acque aromatiche”, la moka come estrattore
Qui la moka diventa un alleato da cucina creativa: non fa solo una bevanda, fa una base saporita pronta da usare.
Brodo vegetale leggero
Nel filtro puoi mettere scarti puliti o verdure a pezzetti, per esempio:
- carota
- sedano
- cipolla
- gambi di prezzemolo
Nella base, acqua. In pochi minuti esce un brodo aromatico delicato, ottimo per:
- cuocere cous cous
- allungare un risotto
- dare una spinta a una salsa senza aggiungere dado
Acqua di pomodoro
Questa è una di quelle idee che sembrano strane finché non la provi. Taglia dei datterini a pezzi (anche con il picciolo), mettili nel filtro, acqua nella base e avvia l’estrazione. Ne esce un liquido rosato, profumato, con una dolcezza vegetale perfetta per:
- condire piatti freddi
- preparare una gelatina salata
- bagnare una bruschetta “gourmet” in modo discreto
Quando la moka smette di funzionare, inizia a decorare
Una moka rotta, ammaccata o che non chiude più bene può avere una seconda vita. L’idea più semplice, e anche la più carina, è trasformarla in:
- vaso per piante grasse
- contenitore per talee
Basta riempire di terriccio e scegliere una piantina che non richieda troppa acqua. In cucina o sul balcone fa subito atmosfera.
Il trucco finale: evitare sapori che si inseguono
Dopo qualche prova, mi è diventato chiaro un punto: la moka trattiene aromi. Se fai prima vin brulé e poi una tisana delicata, te ne accorgi eccome. Il consiglio più pratico è avere:
- una moka per il caffè
- una per infusi e bevande aromatizzate
- una “da esperimenti” per brodi e pomodoro
Così ogni preparazione resta fedele, e la tua caffettiera smette di essere un oggetto monotono e diventa davvero uno strumento versatile, con molto più carattere di quanto le avessi mai attribuito.




