Ti è mai capitato, camminando su uno scoglio o guardando un banco di frutti di mare, di pensare: “Ok, quella è un’ostrica”, e poi scoprire che qualcosa non torna? Succede più spesso di quanto immagini. Il “sosia” più ingannevole è l’abalone, una lumaca marina che, a un’occhiata distratta, può sembrare un’ostrica. Ma appena sai dove guardare, le differenze diventano lampanti.
Il primo indizio è nella conchiglia (e non è un dettaglio)
Le ostriche, in genere, hanno una conchiglia tondeggiante composta da due valve disuguali. Una valva tende a essere più concava e “a coppa”, l’altra più piatta, come un coperchio. Visivamente, l’insieme ricorda un piccolo scrigno irregolare.
L’abalone, invece, gioca un’altra partita. La sua conchiglia è più lunga e piatta, con un inconfondibile motivo a spirale che ruota verso l’interno. È proprio questa geometria che le ha fatto guadagnare il soprannome di “orecchie di mare”: se la osservi di lato, capisci subito perché.
E poi c’è il colpo di scena quando la giri.
Dentro lucida, fuori ruvida
- Abalone: interno con colori iridescenti, accesi, quasi “madreperlacei”, mentre fuori resta spesso ruvido e mimetico.
- Ostrica: interno più uniforme e “gessoso”, con perla e madreperla possibili, ma in genere meno spettacolare e meno “arcobaleno”.
Se ti sembra di vedere un interno brillante e vivido, come una sfumatura che cambia alla luce, stai probabilmente guardando un abalone.
La prova definitiva: si muove oppure no?
Qui non serve essere esperti, basta un minimo di pazienza. Le ostriche sono famose per una cosa: si ancorano e restano lì. Non le vedrai “fare una passeggiata”. Vivono attaccate alle rocce o a supporti duri, e quell’attitudine sedentaria è parte della loro identità.
L’abalone, invece, è una lumaca marina e si comporta da lumaca. È mobile, si sposta, aderisce alla roccia con il piede muscoloso e può cambiare posizione.
Se noti qualcosa che assomiglia a un guscio che “striscia” sulla roccia, puoi segnartelo mentalmente: non è un’ostrica.
Bivalvi contro gasteropodi: la differenza che spiega tutto
Sotto la superficie, la distinzione è netta. Le ostriche sono molluschi bivalvi, quindi “a due valve”. L’abalone appartiene ai gasteropodi, lo stesso grande gruppo delle lumache.
È un po’ come confondere una porta a due ante con una serranda: da lontano entrambe “chiudono”, ma il meccanismo è completamente diverso. Se vuoi un riferimento chiaro e affidabile sul gruppo, basta guardare la definizione di gasteropodi.
In breve, cosa cambia davvero?
- Struttura: due valve (ostrica) vs conchiglia unica a spirale (abalone).
- Stile di vita: fissa (ostrica) vs mobile (abalone).
- Aspetto interno: più neutro (ostrica) vs iridescente (abalone).
Un dettaglio sorprendente: l’abalone “vede” (a modo suo)
C’è un particolare che spesso lascia a bocca aperta: gli abalone possiedono una forma di vista, molto diversa da quella umana, ma sufficiente per percepire luce e ombre e reagire all’ambiente. Le ostriche, invece, non hanno una vista vera e propria.
Non è un dettaglio da usare sullo scoglio in due secondi, certo, ma aiuta a capire perché l’abalone è più “attivo” e reattivo, mentre l’ostrica resta in modalità “filtro e attendo”.
Checklist rapida: come riconoscerle in 10 secondi
- La conchiglia è lunga e piatta con una spirale? Probabile abalone.
- Vedi un interno iridescente e vivace? Quasi sicuramente abalone.
- È ferma e incollata alla roccia senza segni di movimento? Più da ostrica.
- Sembra “camminare” lentamente? È un abalone.
Alla fine, il trucco è uno solo: non fidarti dell’impressione iniziale. Guarda la forma, cerca la spirale, controlla l’interno, e soprattutto chiediti se quello che hai davanti è un “abitante fisso” o un piccolo viaggiatore del mare. Quando lo fai, l’equivoco svanisce e le due specie tornano al loro posto, diverse, riconoscibili, e molto più affascinanti di quanto sembrassero all’inizio.




