Se c’è un momento in cui l’ulivo “ti parla”, è quando lo guardi dopo un taglio: o riparte con equilibrio, oppure si riempie di legno inutile e ti lascia poche olive. Il presunto trucco per raddoppiare la produzione, in realtà, è molto meno spettacolare e molto più efficace: una potatura dell’ulivo ragionata, ripetuta con costanza, che rispetta i tempi della pianta e la sua architettura.
Il vero “trucco”: togliere meno, scegliere meglio
Quello che spesso rovina la resa non è la mancanza di tagli, ma l’idea che “più taglio, più produce”. L’ulivo ragiona al contrario: se lo stressi, risponde con vegetazione, non con frutti.
La regola pratica che mi ha salvato più raccolti è questa: non asportare oltre il 30% del volume totale della chioma in una sola stagione. Se devi “recuperare” un albero trascurato, meglio farlo in due o tre anni, perché la produzione si costruisce per gradi.
Quando potare: il calendario che evita sorprese
Il periodo migliore per la potatura principale è il riposo vegetativo, quindi fine inverno. Troppo presto (tra novembre e metà inverno) rischi risvegli precoci e danni da freddo. Troppo tardi, invece, puoi deprimere la produzione perché la pianta ha già investito energie.
In estate, invece, puoi fare piccoli interventi mirati:
- eliminare succhioni vigorosi che rubano energia,
- togliere polloni alla base,
- alleggerire solo ciò che è chiaramente superfluo.
Interventi brevi, senza “pelare” la chioma.
L’ordine dei tagli: prima la struttura, poi la rifinitura
Un errore comune è partire da tagli piccoli a caso e ritrovarsi, a fine giornata, con un albero sbilanciato. Funziona meglio un metodo in due fasi:
- Tagli grossi di impostazione
- branche sovrapposte,
- rami danneggiati o secchi,
- allungamenti eccessivi che portano la chioma fuori forma.
- Tagli di rifinitura
- rami interni in competizione,
- incroci che creano ombra,
- piccoli ritorni per migliorare luce e aria.
Un dettaglio che sembra banale ma cambia tutto: lavora dall’alto verso il basso. Così capisci subito dove entra la luce e dove, invece, stai svuotando troppo.
Luce sì, “chioma vuota” no: l’equilibrio che fa olive
La tentazione è creare un grande vuoto al centro, pensando di “arieggiare”. Ma l’ulivo fruttifica bene quando ha luce diffusa e rami fruttiferi ben distribuiti, non quando resta scheletrico.
Tieni a mente questa immagine semplice: sopra più leggero, sotto più “portante”. In pratica:
- frasche più corte nella parte alta,
- rami più lunghi e produttivi in basso,
- interno arieggiato, ma non spogliato.
È così che sostieni la produzione di olive anno dopo anno.
La forma che semplifica tutto: vaso policonico semplificato
Negli olivi adulti, una delle forme più funzionali è il vaso policonico semplificato: 3-5 branche principali, oblique verso l’alto, ben spaziate. Perché piace tanto? Perché riduce tempi di potatura, migliora aerazione e rende più semplice contenere l’altezza.
Obiettivo pratico per molti impianti: limitare la pianta a 4-5 metri, così raccogli e gestisci meglio, senza rinunciare alla produttività.
Tagli “puliti”: 2 centimetri che fanno la differenza
Qui si vede la mano di chi pota spesso. Nei tagli su branche e rami importanti:
- non tagliare rasato,
- lascia circa 2 cm dal colletto.
Così rispetti i tessuti che aiutano la cicatrizzazione e il naturale cono di disseccamento, riducendo problemi e marciumi.
E poi gli attrezzi: puliti, disinfettati e affilati. Forbici, seghetto o motosega devono lasciare un taglio netto, leggermente inclinato, senza sfilacciature.
Gli errori che ti “mangiano” la produzione
Se vuoi un controllo rapido, ecco cosa evitare:
- potature troppo severe, che scatenano vegetazione a scapito dei frutti,
- potature troppo leggere, che chiudono la chioma e riducono luce,
- interventi con clima stressante (gelo, giornate molto umide, caldo anomalo),
- ignorare la forma generale, inseguendo solo il singolo ramo “che dà fastidio”.
Quindi, si raddoppia davvero?
Non esistono scorciatoie miracolose. Ma una potatura costante, rispettosa e ben calendarizzata può aumentare sensibilmente la resa, soprattutto perché migliora luce, aria e rinnovo dei rami fruttiferi. Il “trucco definitivo” è questo: meno spettacolo, più metodo. E l’ulivo, quando lo tratti così, di solito paga sempre.




