C’è un momento, quando passi lo straccio e la luce “taglia” il pavimento, in cui ti accorgi che qualcosa non torna. Un alone che prima non c’era, una zona più opaca, una patina che sembra non andare via. E la domanda arriva sempre uguale, quasi con un filo di panico: “Ma com’è possibile, è gres porcellanato, non doveva essere indistruttibile?”.
La verità è che il gres è resistente, sì, ma non è immune agli errori di pulizia. E alcuni prodotti, quelli che spesso sembrano “i più efficaci”, sono proprio quelli che rischiano di rovinare finitura e aspetto.
Perché il gres si rovina (anche se sembra “eterno”)
Il gres porcellanato è compatto e poco assorbente, ma la sua resa estetica dipende dalla superficie, lucida, satinata, strutturata, effetto legno o effetto marmo. Alcune finiture reagiscono male a sostanze aggressive o a residui che si depositano e, a lungo andare, cambiano il modo in cui la luce si riflette.
Il risultato tipico non è “il buco nel pavimento”, ma qualcosa di più subdolo:
- opacizzazione progressiva
- aloni persistenti
- patine che trattengono sporco
- micrograffi che spengono la brillantezza
I prodotti chimici che è meglio tenere lontani
Qui si cade spesso in buona fede: “se scioglie bene lo sporco, allora è perfetto”. Sul gres, però, non funziona così.
1) Detergenti acidi (aceto, limone e antiruggine aggressivi)
Aceto e limone sembrano innocui perché “naturali”, ma restano acidi. Su molte superfici, soprattutto lucide o effetto marmo, possono lasciare:
- macchie permanenti
- perdita di lucentezza
- aloni che riappaiono appena asciuga
Attenzione particolare anche agli antiruggine e a prodotti che contengono acidi molto forti, possono essere eccessivi per la finitura superficiale.
2) Candeggina e ammoniaca
Sono sgrassanti e “danno idea di pulito”, ma sul lungo periodo possono creare:
- opacizzazione
- aloni
- alterazione della finitura, soprattutto se usati spesso o non risciacquati bene
3) Detergenti con cere, brillantanti, profumi o coloranti
Questo è il classico inganno: all’inizio sembra tutto più bello e brillante. Poi, settimana dopo settimana, si forma una patina grassa che:
- trattiene polvere e impronte
- rende il pavimento più scivoloso
- fa sembrare il gres “sempre sporco” anche appena lavato
E la cosa frustrante è che, quando la patina si stratifica, non basta più un lavaggio normale.
Gli strumenti che graffiano più di quanto immagini
Il gres è duro, ma non invulnerabile ai graffi superficiali, soprattutto se ripetuti.
Spugne abrasive, pagliette in acciaio, spazzole dure
Sono perfette per una griglia del forno, pessime per un pavimento. Possono creare:
- graffi visibili in controluce
- micrograffi che spengono il riflesso e “sporcano” otticamente la superficie
Se proprio serve azione meccanica, meglio panni in microfibra e strumenti non abrasivi.
Troppa acqua (soprattutto sul lucido)
Sì, il gres non assorbe, ma l’acqua in eccesso porta con sé residui di detergente e sporco finissimo. Quando asciuga, lascia:
- aloni
- striature persistenti
- un effetto “velo” sulla superficie lucida
I rischi che partono dalla posa (e poi te li ritrovi anni)
Uno degli errori più comuni è sottovalutare i residui di fine cantiere. Stucco e malta, se non rimossi con la giusta procedura e nei tempi corretti, possono diventare un problema serio.
Cosa succede?
- si fissano come una foschia
- reagiscono con pulitori sbagliati
- restano come macchie indelebili o zone opache
Qui entra in gioco anche la pulizia “tecnica”, quella fatta con prodotti specifici per fine posa e con posatori esperti.
Cosa fare invece (senza complicarsi la vita)
Non serve un arsenale di chimica, serve costanza e un approccio “gentile” ma efficace.
Ecco una routine che funziona bene:
- Detergente neutro ben diluito, meglio poco che troppo
- Panno in microfibra strizzato, non fradicio
- Passate regolari, senza lasciare acqua stagnante
- Macchie “acide” (vino, caffè) rimosse subito, prima che asciughino
- Un tappeto all’ingresso per fermare sabbia e detriti, i veri nemici dei micrograffi
In sintesi: cosa rischi davvero se sbagli prodotto
Quando usi acidi, cere o abrasivi sul gres, il rischio più concreto non è un danno immediato, ma un deterioramento lento e fastidioso: perdita di estetica, pavimento che sembra sempre sporco, finitura che cambia e non torna più come prima.
La buona notizia è che quasi sempre si può prevenire. Basta evitare i “rimedi miracolosi” e trattare il gres per quello che è: resistente, sì, ma non indifferente a ciò che ci metti sopra.




