Ti è mai capitato di trovare una vecchia banconota da 10 euro in fondo a un cassetto, magari piegata in un portafogli che non usi più, e pensare: “Vabbè, sono solo dieci euro”? Ecco, in certi casi quella banconota potrebbe essere molto più interessante di quanto sembri. Non sempre, certo, ma quando entrano in gioco rarità, errori di produzione o dettagli pensati per i collezionisti, il valore può salire parecchio.
Perché alcune “vecchie” da 10 euro valgono molto
Nel mondo della numismatica (che include anche le banconote, non solo le monete), il prezzo non dipende dall’età in sé, ma soprattutto da tre fattori:
- Rarità reale (quanti pezzi esistono davvero in circolazione o sul mercato)
- Stato di conservazione (qui cambiano tutto sigle come FDS, SPL, SUP)
- Domanda (alcuni dettagli sono “di moda” tra collezionisti e case d’asta)
Le banconote da 10 euro della prima serie (quella introdotta dal 2002) di norma valgono il loro nominale. Ma alcune eccezioni possono trasformarle in piccoli tesori.
Le 10 euro “Specimen”: la categoria che fa battere il cuore
Le banconote Specimen sono edizioni di prova, nate per scopi di presentazione, formazione bancaria o test. Proprio perché non erano destinate alla normale circolazione, sono rarissime, soprattutto se in condizioni eccellenti.
Cosa aspettarsi come valore?
- In ottimo stato, tipo FDS (fior di stampa) o simile, un esemplare può valere circa 1.500-3.000 euro
- In alcuni casi sono state riportate aggiudicazioni in asta molto più alte, fino a cifre clamorose come 100.000 euro, anche se diverse valutazioni vengono considerate eccessive da alcuni esperti e non rappresentano la “media” del mercato
Il dettaglio chiave è ovvio ma va detto: bisogna individuare chiaramente la scritta “Specimen” (o altri segni tipici delle serie prova) e verificare che non sia una riproduzione o un pezzo non riconosciuto da canali affidabili.
Numeri di serie speciali: quando la matematica diventa oro
Il numero di serie è spesso la prima cosa che un collezionista guarda. A volte sembra un dettaglio noioso, poi ti accorgi che certi schemi sono ricercatissimi.
Ecco le tipologie più “calde”:
- Successioni (cifre consecutive): in base alla conservazione si può parlare di 100-500 euro
- Sequenze con pochi numeri diversi, oppure con un solo numero ripetuto: spesso tra 50 e 350 euro, con punte fino a 1.000 euro nei casi più estremi (il classico “tutte cifre uguali” è quello che fa impazzire molti)
- Low number e combinazioni note tra i collezionisti, come serie molto basse del tipo J001, J002B2, o la citatissima J008E6 (indicata come rarissima in alcune discussioni di settore): qui i prezzi variano molto e contano tantissimo SPL e SUP, oltre al contesto d’asta
Un trucco mentale semplice: più quel numero “sembra impossibile” da incontrare per caso, più potrebbe essere desiderabile.
La variante che sembra una leggenda: il “doppio 10 euro” attaccato
C’è poi un caso che incuriosisce sempre, perché è visivamente spettacolare: il doppio 10 euro attaccato. Si parla di una emissione introvabile della prima serie (2002-2014), in condizioni nuove di zecca, spesso accompagnata da certificato.
Dettagli che vengono riportati dagli appassionati:
- formato fuori standard, circa 127×144 mm
- soggetti tipici della banconota da 10 euro della prima serie, quindi portale romanico e ponte
Qui la regola è una sola: senza documentazione e verifiche serie, meglio sospendere l’entusiasmo. Ma se il pezzo è autentico e perfettamente conservato, può attirare cifre molto superiori al nominale.
Controlli rapidi per non confondersi (e non illudersi)
Prima di fare voli pindarici, conviene fare ordine:
- Verifica se c’è la dicitura Specimen
- Controlla il numero di serie, cercando schemi particolari
- Valuta la conservazione, pieghe, strappi, macchie abbassano molto il prezzo
- Attenzione a non confondere con gli Euro Souvenir da 0 euro, nati per turismo, spesso venduti come ricordo (di solito quotati 5-10 euro, non “rarità da collezione”)
- Considera anche la provenienza e alcuni dettagli di stampa, che in certi casi rendono una variante più ricercata (ad esempio differenze legate al paese di produzione)
Alla fine la sensazione è questa: la maggior parte delle vecchie 10 euro resterà una semplice banconota. Però, se trovi quella con il dettaglio giusto, potresti avere tra le dita un oggetto che i collezionisti inseguono da anni. E a quel punto, sì, buttare via sarebbe davvero un peccato.




