Ti è mai capitato di assaggiare e sentire subito quella “botta” di sale, come se il cucchiaio avesse urtato il fondo del mare? Un piatto troppo salato mette ansia, perché sembra un errore irreparabile. In realtà, quasi sempre si può rimediare con gesti semplici e ingredienti che hai già in cucina, basta capire se serve assorbire, diluire o riequilibrare i sapori.
Prima di tutto: che tipo di piatto stai salvando?
Il trucco è scegliere la strategia giusta in base alla consistenza.
- Zuppe, minestre, sughi, stufati: si prestano benissimo a patata, pane e diluizione.
- Salse cremose: spesso basta smorzare con panna o una piccola correzione di acidità.
- Secondi asciutti (carne, pesce, verdure in padella): qui funziona meglio aumentare le dosi o aggiungere una componente neutra (contorno, purè, riso).
Se puoi, fai una prova: prendi un cucchiaino di preparazione e “aggiustalo” a parte con una goccia di limone o un cucchiaio d’acqua. Ti dirà subito la strada.
Metodo 1: patata cruda, la spugna gentile
È il classico rimedio della nonna, e non è magia. L’amido si comporta come un piccolo tampone, aiutando a sottrarre parte della sapidità e a rendere il gusto più rotondo.
Come fare:
- Pela una patata e tagliala a fette spesse circa mezzo centimetro.
- Inseriscila nel sugo o nella zuppa in ebollizione dolce.
- Aspetta circa 15 minuti, quando le fette diventano quasi trasparenti.
- Rimuovi e butta via la patata (non assaggiarla, ha fatto “il lavoro sporco”).
Funziona particolarmente bene con preparazioni liquide o semi liquide, dove il sale è ben distribuito.
Metodo 2: pane raffermo, rapido e sorprendente
Se non hai patate, il pane raffermo è un salvagente immediato. Pensa alla mollica come a una spugna che cattura i sapori concentrati.
Procedura semplice:
- Metti un pezzo di pane o solo la crosta nella pentola.
- Lascialo pochi minuti, girando con delicatezza.
- Toglilo prima che si sfaldi troppo, poi scartalo.
È perfetto per minestre e sughi già pronti, quando ti accorgi del problema all’ultimo minuto.
Metodo 3: diluizione controllata, l’opzione più “matematica”
Quando il sale è davvero troppo, diluire è spesso la scelta più efficace, ma va fatto con calma per non annacquare il sapore.
Passi pratici:
- Se puoi, togli i pezzi solidi (carne, legumi, verdure) e tienili da parte.
- Elimina una parte del liquido di cottura, quello più salato.
- Rimetti tutto in pentola e aggiungi acqua non salata poco alla volta, iniziando con una quantità piccola.
- Riporta a bollore, assaggia, e solo allora valuta se aggiungerne ancora.
Qui l’obiettivo è salvare l’equilibrio: meglio due micro correzioni che una grande aggiunta in un colpo.
Metodo 4: acidità e “mascheramento” intelligente
A volte il sale non va tolto, va reso meno protagonista. Un tocco di acidità aiuta a spostare l’attenzione del palato.
Prova con:
- Limone (qualche goccia, poi assaggia)
- Aceto (pochissimo, soprattutto nei legumi)
- Pomodoro (passata o concentrato, ottimo nei sughi)
- Vino (una spruzzata e qualche minuto di cottura per far evaporare l’alcol)
- Mela verde (una fettina in pentola per pochi minuti, poi rimuovi)
Il segreto è andare per gradi: l’acido corregge, ma se esageri cambia identità al piatto.
Metodo 5: aumenta le dosi, la soluzione “furba”
Se hai ingredienti disponibili, allungare la ricetta è spesso il modo più naturale per ridistribuire il sale.
Esempi che funzionano:
- Più pomodoro e verdure in un ragù.
- Più legumi e brodo non salato in una zuppa.
- Più riso o pasta (poi condisci con la parte salata, non tutta insieme).
È come abbassare il volume senza spegnere la musica.
Ultimi ritocchi: panna e fecola per i piatti cremosi
Per sughi e vellutate, puoi “ammorbidire” la sapidità con:
- Panna da cucina (anche vegetale), poco alla volta.
- Un cucchiaio di fecola di patate per dare corpo e rendere il gusto più equilibrato.
In pratica, stai riducendo l’impatto del sale con una texture più morbida e avvolgente, quella che fa dire: “Ok, adesso è tornato buono”.




