Attenzione alla rottamazione cartelle 2026: ecco la sorpresa sull’estensione

C’è una parola che nel 2026 farà drizzare le antenne a chiunque abbia ricevuto una notifica, “rottamazione”, e un’altra che cambia davvero le carte in tavola, “estensione”. La sorpresa, questa volta, non è tanto cosa si paga, ma per quanto tempo si può respirare.

Cos’è la Rottamazione Quinquies 2026 (in pratica)

La Rottamazione Quinquies 2026, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), permette di definire in modo agevolato le cartelle esattoriali affidate all’Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

L’idea è semplice e, quando la leggi nero su bianco, anche abbastanza “liberatoria”:

  • paghi solo il capitale (cioè l’imposta o il contributo dovuto),
  • sanzioni e interessi di mora vengono azzerati,
  • restano un interesse ridotto al 3% e le spese di riscossione.

È una misura pensata soprattutto per chi si è trovato con debiti “nati” da quanto dichiarato ma non versato, oppure da contributi previdenziali, e ora vuole chiudere senza essere schiacciato dagli accessori.

La sorpresa sull’estensione: non è un dettaglio, è il cuore della novità

Quando si parla di “estensione” viene naturale pensare a nuove categorie di debiti o a nuove finestre temporali. Qui, invece, la vera svolta è la rateizzazione ultra-lunga.

La Quinquies introduce un piano fino a 54 rate, con:

  • piano personalizzato,
  • rata minima di 100 euro,
  • orizzonte che può arrivare fino al 2035.

Se hai vissuto le scadenze serrate delle rottamazioni precedenti, capisci subito perché questa estensione pesa più di mille slogan: non è solo “ti sconto gli interessi”, è “ti do tempo vero”. Tempo per incastrare i pagamenti nella vita quotidiana, senza vivere ogni scadenza come un ultimatum.

Quali debiti rientrano: il perimetro che interessa davvero

La misura si concentra su debiti tipici di chi ha dichiarato ma poi, per mille ragioni, non è riuscito a versare:

  • imposte dichiarate e non versate (come Redditi e IVA),
  • contributi INPS, con un punto chiave: sono esclusi quelli che derivano da accertamento (quindi non tutto, serve verifica).

In più, c’è un aspetto pratico che molti sottovalutano: puoi aderire anche se sei decaduto da precedenti rottamazioni (quater, ter e così via). E non serve per forza “prendere tutto”.

  • puoi includere solo alcune cartelle,
  • puoi accedere anche se hai già pagato parzialmente.

Cosa resta fuori (meglio saperlo prima di fare la domanda)

Qui conviene essere concreti, perché gli errori si pagano con l’esclusione o con aspettative sbagliate. Restano fuori, in generale:

  • aiuti di Stato da recuperare,
  • condanne della Corte dei Conti,
  • multe penali,
  • tributi locali non affidati all’Agente della riscossione,
  • debiti derivanti da accertamenti o avvisi (se non rientrano nei carichi ammessi).

Sulle multe del Codice della Strada, la regola è interessante: si paga il capitale, senza sanzioni aggiuntive.

Scadenze: la parte che non perdona

L’adesione va presentata entro il 30 aprile 2026, esclusivamente online sul portale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Entro il 30 giugno 2026 arriverà la “Comunicazione delle somme dovute”, quella che ti dice esattamente quanto e come pagare.

Poi partono i pagamenti, e qui la nota importante è una: niente tolleranza di 5 giorni, il ritardo porta a decadenza automatica.

Calendario iniziale:

  1. 31 luglio 2026 (1ª rata)
  2. 30 settembre 2026 (2ª rata)
  3. 30 novembre 2026 (3ª rata)

Dalla 4ª rata in avanti, prosegue la scansione semestrale dal 2027 (con date ricorrenti come 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre, 30 novembre) fino alle ultime:

  • 31 gennaio 2035
  • 31 marzo 2035
  • 31 maggio 2035

Domande integrative e sostitutive: un salvagente per chi si accorge tardi

Tra le novità più utili ci sono due strumenti:

  • domanda integrativa, aggiunge altri debiti a quelli già indicati,
  • domanda sostitutiva, rimpiazza la precedente.

È come avere una seconda possibilità, a patto di muoversi entro i termini.

Due controlli rapidi prima di cliccare “invia”

Per non trasformare la sorpresa in un boomerang, io farei sempre questi passaggi:

  • controllare se i carichi rientrano davvero nel periodo 2000-2023 e nelle tipologie ammesse,
  • simulare un piano con 54 rate e verificare che la rata stia sopra i 100 euro e dentro il tuo budget, senza contare su ritardi.

La Quinquies, in sostanza, non promette magie. Però offre una cosa rara: tempo, con regole chiare. E se la “sorpresa sull’estensione” è questa, conviene accorgersene prima che scadano le finestre.

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