C’è un momento, quando si parla di Cenone di Capodanno 2025, in cui la curiosità supera tutto: “Ok, ma quanto costa davvero, e cosa mi porto a casa oltre al brindisi?”. Se poi il nome è quello di Cristina Bowerman e l’indirizzo è il Glass Hostaria, la domanda diventa quasi inevitabile, perché qui non si compra solo una cena, si compra un passaggio di anno raccontato in cucina.
Il numero che tutti cercano: 350 euro a persona
Andiamo dritti al punto, senza girarci intorno: il Cenone di Capodanno 2025 preparato da Cristina Bowerman al ristorante Glass Hostaria ha un costo di 350 euro a persona.
È un prezzo che, messo così, fa subito scattare due reazioni opposte. Da una parte l’entusiasmo di chi ama le grandi occasioni, dall’altra la domanda pratica: “Cosa include?”. E qui vale una piccola regola di buon senso: per eventi di fine anno in un ristorante stellato, il costo non è solo “cibo”, ma una somma di scelte, tempi, dettagli e servizio.
Perché un Cenone può arrivare a questa cifra
Immagina il Capodanno come un teatro. La cucina è il palcoscenico, la sala è la platea, e ogni passaggio deve funzionare anche quando tutti vogliono brindare nello stesso momento. Il prezzo di 350 euro riflette in genere alcuni elementi chiave, che nel contesto di una tavola d’autore diventano decisivi:
- Materia prima selezionata e spesso stagionale, lavorata con tecniche precise
- Menu degustazione costruito come un percorso, non come una sequenza casuale di piatti
- Servizio più lungo e più intenso rispetto a una normale serata
- Ritmi complessi, perché a Capodanno la sala resta “in scena” fino al conto alla rovescia (e oltre)
- Una componente di esperienza, quella sensazione di sentirsi nel posto giusto mentre fuori la città cambia anno
Non è questione di “caro o economico” in astratto, è questione di cosa si sta acquistando: una serata che vuole essere memorabile, con standard molto alti.
L’atmosfera conta, soprattutto a Trastevere
C’è anche un altro fattore che si percepisce appena arrivi, la cornice. Glass Hostaria è a Trastevere, e questo quartiere a fine anno ha un’energia particolare, viva, luminosa, quasi cinematografica. La Roma delle passeggiate prima di cena, dei vicoli, delle luci, crea un anticipo emotivo che prepara la mente al “qui succede qualcosa”.
In un Cenone firmato, spesso la cosa più affascinante è il ritmo: non senti solo di mangiare bene, senti di attraversare una storia. E quando la cucina è guidata da una chef con una visione riconoscibile, la serata acquista coerenza, un filo che tiene insieme sapori, consistenze, sorprese.
Cosa chiedere prima di prenotare (per evitare dubbi all’ultimo)
Se stai valutando seriamente questa esperienza, io farei sempre queste domande, semplici ma decisive, prima di confermare:
- Il prezzo include acqua, caffè, brindisi o altri extra?
- È previsto un abbinamento vini e, se sì, è compreso o separato?
- Quante portate compongono il percorso e quanto dura mediamente la cena?
- È possibile segnalare allergie e intolleranze con anticipo?
- Ci sono indicazioni su dress code o orari consigliati di arrivo?
Sono dettagli pratici, ma fanno la differenza tra una bella serata e una serata perfetta, senza sorprese finali.
Ha senso spendere 350 euro? Dipende da cosa cerchi
Se cerchi solo “mangiare tanto” a Capodanno, probabilmente no, perché quel tipo di soddisfazione si trova altrove. Se invece cerchi:
- una cena d’autore con un percorso ragionato
- il comfort di un servizio che ti accompagna senza fretta
- la sensazione di inaugurare l’anno con qualcosa di speciale, curato, intenso
allora quei 350 euro a persona diventano un investimento emotivo oltre che gastronomico.
E alla fine è questo il punto che chiude il cerchio: il costo è chiaro, ma il valore lo decide la tua idea di Capodanno. Se vuoi che il conto alla rovescia abbia il sapore di una storia ben scritta, qui la promessa è proprio quella.




