Ti confesso che quando ho letto “muffa e pesticidi nella salsa di pomodoro”, la prima immagine che mi è venuta in mente è stata quella del barattolo sospetto in fondo alla dispensa. Poi però ho iniziato a scavare, tra test di laboratorio e analisi indipendenti, e la storia è più concreta, ma anche più sfumata di quanto sembri.
Cosa hanno trovato davvero i test (e perché non è solo allarmismo)
Negli ultimi anni diverse indagini, incluse quelle di associazioni dei consumatori e riviste specializzate, hanno analizzato decine di passate e concentrati di pomodoro. Il quadro che emerge è questo:
- In vari prodotti sono stati rilevati residui di pesticidi, spesso entro i limiti di legge.
- In alcuni casi sono comparsi principi attivi considerati “critici” per il loro profilo di rischio (per esempio possibili effetti su sistema endocrino, tossicità riproduttiva, o sospetta cancerogenicità, a seconda della sostanza e della valutazione disponibile).
- Nei concentrati possono comparire micotossine legate a muffe come Alternaria, ad esempio l’alternariolo. Questo punto è importante: non significa “muffa visibile nel barattolo”, ma possibile contaminazione della materia prima e della filiera.
In altre parole, l’allerta non è “questa salsa è marcia”, ma “attenzione al mix di residui, soprattutto se consumi spesso e in famiglia”.
“A norma” non vuol dire “irrilevante”: il tema dell’esposizione cumulativa
Qui sta il nodo che fa discutere. I limiti di legge sono fissati su singole sostanze e singoli alimenti, ma la vita reale funziona diversamente. Noi non mangiamo “una molecola alla volta”, e non mangiamo “una sola volta”.
Ecco perché gli esperti insistono su due concetti chiave:
- Effetto cumulativo: piccole dosi ripetute, da più fonti (non solo pomodoro, anche frutta, verdura, cereali).
- Effetto cocktail: la presenza contemporanea di più residui, anche se ciascuno è sotto soglia.
Questo non è un invito al panico, è un invito alla strategia. Soprattutto per chi usa la passata come base quotidiana, sughi, pizze fatte in casa, ragù, vellutate, legumi in umido.
Micotossine nei concentrati: perché succede proprio lì
Il concentrato è un prodotto “ristretto”, quindi tutto ciò che c’è nel pomodoro, compresi eventuali contaminanti, può risultare più “visibile” all’analisi, perché l’acqua viene tolta e la parte solida aumenta.
Le micotossine da Alternaria sono spesso associate a:
- qualità della materia prima (pomodori lesionati o conservati male)
- tempi e condizioni di stoccaggio
- controlli e selezione lungo la filiera
La buona notizia è che i test non dipingono un mercato fuori controllo, ma mostrano differenze tra lotti, annate e processi produttivi.
Come scegliere meglio al supermercato (senza impazzire)
Quando sono davanti allo scaffale, mi aiuta pensare a tre livelli: etichetta, filiera, rotazione.
1) Leggi l’etichetta come un detective
Cerca:
- ingredienti essenziali, idealmente pomodoro e sale
- origine del pomodoro dichiarata
- stabilimento e lotto ben leggibili
2) Preferisci prodotti con filiera chiara e controlli comunicati
Non serve inseguire “la marca perfetta”. Molto più utile è scegliere aziende che rendono trasparente:
- tracciabilità delle materie prime
- standard di controllo, anche interni
- certificazioni di processo, quando presenti
3) Alterna e riduci l’esposizione nel tempo
Sembra banale, ma funziona:
- alterna passata, polpa, pelati
- usa il concentrato in porzioni piccole, perché è più “concentrato” in tutto
- varia le marche nel tempo, invece di restare fedeli a una sola
Chi dovrebbe fare più attenzione
Se in casa ci sono bambini, donne in gravidanza o persone particolarmente sensibili, il buon senso suggerisce di ridurre l’esposizione cronica, senza demonizzare un alimento che resta nutrizionalmente valido.
Azioni pratiche:
- porzioni adatte all’età
- più cucina “semplice”, meno basi pronte ripetute ogni giorno
- maggiore varietà di alimenti e fonti di licopene, non solo salsa
Quindi, “quali marche evitare”?
La risposta più onesta è questa: non esiste una lista universale e immutabile, perché i risultati dipendono dai lotti e dalle analisi del momento. Quello che puoi fare, oggi, è controllare eventuali richiami ufficiali, seguire i test comparativi aggiornati e applicare le regole di scelta e rotazione qui sopra.
Il pomodoro industriale non è il “nemico”, ma nemmeno un prodotto da dare per scontato. Se lo tratti come un ingrediente quotidiano, merita lo stesso approccio che riserviamo all’acqua che beviamo: fiducia, sì, ma con attenzione.




