Ci sono piatti che sembrano nati per impressionare, ma poi li provi una sera qualsiasi e ti accorgi che, sotto quell’aria da ristorante, sono sorprendentemente semplici. Il risotto alle 3 P è proprio così: elegante, profumato, cremoso, e soprattutto realistico da fare anche quando hai poco tempo ma vuoi portare in tavola qualcosa che “suona” speciale.
Perché si chiama “alle 3 P” e perché funziona davvero
Le 3 P non sono un vezzo, sono un equilibrio preciso: pere, pecorino e prosecco. La pera porta dolcezza e polpa, il pecorino regala carattere e sapidità, il prosecco dà quella nota fruttata e leggermente acida che pulisce il palato e tiene tutto in tensione. Il risultato è un risotto “all’onda”, cioè morbido e avvolgente, senza bisogno di panna o trucchi.
Se ti stai chiedendo se la combinazione regge, la risposta è sì, perché gioca sul contrasto più goloso che ci sia: dolce e salato, con una punta aromatica.
Ingredienti (per 4 persone)
- 400 g di riso (Roma, Arborio o Vialone Nano, meglio se da risotti)
- 2 pere mature ma sode, tagliate a cubetti
- 140 g di pecorino toscano grattugiato
- 80 ml di prosecco (puoi salire fino a 150 ml se vuoi una sfumatura più marcata)
- 2 scalogni tritati fini (o 1 cipolla piccola)
- 1 l di brodo vegetale caldo
- 50 g di burro (30 g per il soffritto, il resto per la mantecatura)
- Sale e pepe q.b.
- Opzionale: maggiorana fresca (o timo), tritata
Il tempo, quello vero: come stare sotto i 30 minuti
Il segreto non è correre, è non interrompere mai la cottura. Il brodo deve essere già caldo, il tegame largo, il riso tostato bene. È quella combinazione che ti fa arrivare al piatto finito in 25-30 minuti con la tranquillità di chi sa dove sta andando.
Preparazione passo-passo (rapida ma raffinata)
- Brodo caldo sempre: porta a bollore il brodo vegetale e tienilo a fuoco basso. Se si raffredda, il risotto si “siede”.
- Soffritto delicato: in un tegame largo sciogli 30 g di burro, aggiungi scalogno e fallo appassire senza dorarlo.
- Tostatura: versa il riso e tostalo 2 minuti, mescolando. I chicchi devono diventare traslucidi ai bordi, è il momento in cui “sigilli” la tenuta.
- Sfumatura con prosecco: alza il fuoco, versa il prosecco e lascia evaporare l’alcol. Ti resta il profumo, non la nota pungente.
- Cottura con brodo: aggiungi il brodo poco per volta, mescolando spesso.
- Pera a metà strada: dopo 10-12 minuti, unisci i cubetti di pera. Così restano presenti, non si disfano.
- Mantecatura finale: a 16-18 minuti (assaggia), spegni il fuoco. Aggiungi il burro rimasto e il pecorino, poi mescola energicamente. Qui nasce la crema, grazie all’amido del riso e ai grassi che si legano in emulsione, un piccolo esercizio di mantecatura.
- Servizio immediato: impiatta morbido, completa con pepe e maggiorana, poi dai la classica “battuta” sotto il piatto per farlo ondeggiare.
Trucchi da intenditori (senza complicarsi la vita)
- Scegli una pera matura ma ferma, se è troppo cedevole diventa purea prima del tempo.
- Non dorare lo scalogno, il risotto deve restare “chiaro” e pulito.
- Pecorino sì, ma grattugiato non finissimo, così si scioglie bene senza impaccare.
- Se a fine cottura è troppo denso, aggiungi un cucchiaio di brodo caldo e mescola, torna subito setoso.
Il finale che ti aspetti, e che arriva davvero
Alla prima forchettata senti la pera che profuma, il pecorino che abbraccia, il prosecco che lascia un’eco fresca. È un piatto che sembra nato per una cena importante, ma si prepara in una mezz’ora reale, con gesti semplici e un risultato che fa venire voglia di rifarlo subito, magari “solo” per il piacere di vedere quel risotto muoversi nel piatto, cremoso e perfettamente vivo.




