Scopri come fare la cacca nel modo giusto

Ti è mai capitato di sederti sul water e pensare, “Ok, perché oggi sembra un’impresa?” A me sì, e la cosa curiosa è che spesso non c’entra nulla con “essere stitici” in senso assoluto. C’entra con abitudini piccole, postura, respiro, tempi, che messi insieme fanno una differenza enorme, senza drammi e senza sforzi eroici.

Perché “farla” bene conta più di quanto pensi

Defecare nel modo giusto non è un vezzo: è un modo concreto per proteggere il pavimento pelvico e ridurre il rischio di emorroidi, ragadi, fastidi e quella sensazione di svuotamento incompleto che ti rovina la giornata.

L’obiettivo è semplice: creare le condizioni perché l’intestino lavori quasi da solo, con meno pressione e più scorrevolezza.

La postura che cambia tutto (sì, anche sul WC di casa)

Il punto chiave è l’angolo tra retto e canale anale. Quando sei seduto “a 90°”, come su molti WC, quell’angolo tende a chiudersi un po’, e tu finisci per compensare spingendo.

La soluzione più efficace è imitare la posizione accovacciata:

  • Metti i piedi su uno sgabello alto 20-30 cm.
  • Porta le ginocchia più in alto dei fianchi, puntando a un’angolazione intorno ai 35°.
  • Inclina leggermente il busto in avanti, schiena dritta, gomiti sulle cosce se ti viene naturale.

È una regolazione piccola, ma spesso fa sentire subito la differenza, come se si “aprisse la strada”.

Il trio che fa la differenza: acqua, fibre, movimento

Qui mi piace essere pratico: se manca uno dei tre, gli altri fanno più fatica.

1) Idratazione intelligente

Le feci secche sono il classico motivo per cui tutto si incastra. Punta a bere regolarmente durante la giornata, non solo “a colpi” quando ti ricordi. L’acqua è la base per ammorbidire e rendere più fluido il transito.

2) Fibre, soprattutto quelle giuste

Le fibre solubili trattengono acqua e aiutano a formare feci più morbide e facili da espellere. Esempi semplici da mettere in routine:

  • frutta (come kiwi, pere, agrumi)
  • verdure cotte e crude
  • legumi, se li tolleri bene
  • avena e semi (con acqua a sufficienza)

Se aumenti le fibre, fallo gradualmente, altrimenti rischi più gonfiore che benefici.

3) Movimento quotidiano

Non serve diventare atleti. Una camminata, qualche rampa di scale, un po’ di stretching: tutto ciò stimola la peristalsi e aiuta l’intestino a mantenere un ritmo regolare.

La routine: l’alleata sottovalutata

L’intestino ama la prevedibilità. Un trucco spesso efficace è provare ad andare in bagno alla stessa ora, idealmente dopo i pasti, quando il riflesso gastrocolico è più attivo.

Due regole d’oro:

  • Non trattenere lo stimolo, perché a forza di ignorarlo lo “abbassi di volume”.
  • Non restare seduto troppo a lungo “in attesa”, il tempo extra spesso porta solo a spingere di più.

Sul water: respiro, rilassamento e zero eroismi

Se dovessi descriverlo con un’immagine, direi così: non è una prova di forza, è una manovra di rilascio.

Prova questa mini sequenza, in ordine:

  1. Sistema lo sgabello e la postura accovacciata.
  2. Appoggia bene i piedi, rilassa spalle e mandibola.
  3. Fai un respiro lento, 4 secondi di inspirazione e 4 secondi di espirazione, ripetendo un paio di volte.
  4. Durante l’espirazione, immagina di “lasciare andare” gli sfinteri, senza spingere in modo violento.
  5. Se serve, una lieve pressione addominale, ma solo quanto basta.

Massaggio addominale e piccoli trucchi “da casa”

Quando senti gonfiore o intestino pigro, può aiutare un massaggio delicato:

  • movimenti circolari in senso orario sull’addome, partendo vicino all’ombelico e allargando il cerchio
  • respiri lenti, senza irrigidire la pancia

A molte persone fa bene anche una bevanda calda prima del bagno, come acqua tiepida o tisana, perché favorisce rilassamento e stimolo.

Quando conviene chiedere un parere medico

Se, nonostante postura, acqua, fibre e routine, continui ad avere dolore, sangue, stitichezza persistente o la sensazione costante di “blocco”, meglio parlarne con un gastroenterologo. A volte c’è una difficoltà di svuotamento che merita un inquadramento preciso.

La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, basta mettere insieme questi dettagli, e il corpo torna a fare ciò che sa fare meglio, con naturalezza e senza lotte inutili.

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